Category Archives: Geopolitica

Gender Equality in Central Asia

OSSERVATORI / SVEC – NUOVI PARADIGMI SULLO SVILUPPO ECONOMICO
Andrea Gatto / Norman Polselli / Gretchen Bloom

Lo sviluppo rurale nell’agenda internazionale:Il ruolo di una microfinanza e di mercati rurali sensibili alle questioni di genere in Asia Centrale

Lo sviluppo rurale è una strategia che mira al miglioramento delle condizioni economiche e
sociali degli individui focalizzandosi su uno specifico gruppo di poveri nelle zone rurali. Questo
assiste i gruppi più poveri tra le popolazioni che vivono nelle aree rurali a trarre beneficio dallo
sviluppo.
Banca Mondiale, 1975

Il miglioramento della vita nei contesti rurali è un argomento
ricorrente all’interno dei dibattiti della comunità internazionale.
In particolare, nel quadro della risoluzione di problemi di
governance globale, la Banca Mondiale e le Nazioni Unite
(ONU) attraverso il Fondo Internazionale per lo Sviluppo
Agricolo (IFAD) e l’Organizzazione per l’Alimentazione e
l’Agricoltura (FAO), indirizzano oggi una parte consistente dei
loro studi e delle loro risorse all’analisi della risoluzione dei
problemi connessi con la povertà rurale. L’obiettivo è garantire
una vita più equa e socialmente più inclusiva nelle regioni rurali.
La strategia comune adottata dalle istituzioni internazionali si è
spostata negli ultimi anni da un approccio unicamente volto al
potenziamento del mercato, all’inclusione contestuale di pratiche
orientate alla riduzione della povertà e all’emancipazione
femminile.

Agricoltura e sviluppo rurale nelle priorità odierne di sviluppo

Due aspetti principali configurano lo sviluppo rurale odierno:
1) cambiamento economico e sociale; e 2) grado della povertà
rurale. La citazione d’apertura della Banca Mondiale indica che
già negli anni Settanta lo sviluppo economico era considerato
da associare a quello sociale. Ciò nonostante, l’approccio
neoliberista di lì a qualche anno avrebbe teorizzato che la
crescita economica aveva la facoltà di regolare automaticamente
le ineguaglianze sociali.

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Irredentism

Il 18 Settembre del 2014 è stata una data importante per le sorti dell’Europa. Gli scozzesi hanno deciso il loro destino. Il voto, favorevole alla permanenza nel Regno Unito, ha ribadito quello che fu l’Atto di Unione del 1707. La Scozia del diciottesimo secolo già da quasi cento anni condivideva Re e corona con l’Inghilterra. Alla morte di Elisabetta I fu il figlio di Maria Stuarda, Giacomo VI Re di Scozia, a succederle. Diventando in questo modo Giacomo I Re d’Inghilterra. Fu il primo sovrano che unificò sotto lo stesso regno tutte le isole britanniche.
Fino al 1707 la Scozia mantenne nominalmente però la propria sovranità, con un proprio Parlamento. Furono le rovinose conseguenze dello Schema di Darién a condurre gli scozzesi ad accettare quello che per secoli avevano rifiutato, l’unione con l’Inghilterra. Lo Schema di Darién è stato il tentativo da parte della Scozia di entrare nel grande gioco della colonizzazione. Il diciassettesimo secolo aveva visto una sempre più crescente debolezza della Scozia nel confrontarsi con le potenze coloniali. Non aveva una marina commerciale, esportava poco e nulla, le barriere tariffarie imposte dai gradi paesi europei la relegavano ai margini di ogni commercio, tutto questo insieme ad una grave carestia sul finire degli anni ’90, portò il Parlamento Scozzese a deliberare un piano di colonizzazione dell’Istmo di Panama. Malattie, conflitti con le popolazioni indigene, poca conoscenza del territorio e un metodico boicottaggio inglese portarono tutta l’operazione al fallimento. Delle due spedizioni dirette al Golfo di Darién, solo poche decine di persone sopravvissero. Quello che invece sopravvisse fu il debito accumulato per finanziare la colonizzazione. È qui che intervennero gli inglesi, che se ne fecero carico a patto della ratifica scozzese dell’Atto di Unione. Continue reading Irredentism

Central Asia

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Per poche persone l’Asia Centrale è un luogo ben definito. È di difficile individuazione perfino su una carta geografica, questo almeno fino a quando google, con un click, ci ha regalato l’illusione di essere un po’ tutti esperti cartografi.
Per tanti è un’idea romantica, un luogo dello spirito dove echi di carovane, mercanti, eserciti conducono sui percorsi della Via della Seta.
Oggi di tutta l’antica storia sono rimaste le scorie e qualche frammento di speranza per un futuro migliore. I grandi media non aiutano la comprensione di questo mondo, fatto da teocrazie, da repubbliche laiche, da finte democrazie laiche, da democrazie finto laiche, da dittature. La semplificazione di una realtà complessa crea un minestrone di repubbliche-stan, per lo più ex sovietiche e il pensiero scorre via subito verso talebani, rapimenti, autobombe. I media sfruttano la nostra pigrizia intellettuale, la capitalizzano, fornendo un prodotto approssimato, light e soprattutto poco costoso. Perché mandare inviati nel mondo quando hai Avetrana o Cogne a due passi? Continue reading Central Asia